Motoclub
Contatti
Storia

Storia e Marco Papa

Non è facile ricostruire i vari passi della storia per un'associazione che è vissuta con spirito indipendente, senza grandi risorse e basando la propria attività sul volontariato.

Come sempre accade, ai tempi gloriosi sono seguiti quelli difficili, sin quasi a far scomparire l'identità stessa del Motoclub Perugia Marco Papa.
Tra le alterne vicende, di generazione in generazione è stata tramandata la passione per il frullare dei pistoni sulle due ruote.

Origini del Motoclub Perugia

Di recente Pietro Cogolli e Giuseppe Prisco in “Polvere e benzina” hanno ricordato quando nel 1904 possessori di auto e moto si ritrovarono uniti a Perugia sotto le insegne del Veloce Club Perugino, società sportiva ciclistica (o velocipedistica, come si diceva allora), organizzatrice di uno dei primi raduni per gli appassionati dei mezzi a motore, come attestato anche da una bella foto dell’epoca che ci è piaciuto proporre nella pagina precedente.

Ma fu essenzialmente con la nascita dell’Auto Moto Club, sezione autonoma della Società Sportiva “Fortebraccio”, riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale, che nacque l’aggregazione alla quale si possono far risalire le vere origini del nostro sodalizio.
I nomi degli iscritti erano quelli di nobili, possidenti terrieri, importanti uomini d’affari, affermati professionisti e docenti universitari, la Società “Braccio Fortebraccio” era già il loro punto d’incontro per l’attività sportiva, dall’atletica alla boxe.
La sezione Auto Moto Club fu dunque la naturale occasione, per quei pionieri, di sfogo alla nascente nuova passione agonistica.

In provincia i motocicli circolanti passarono dai 28 del 1905 ai 79 nel 1912, contro un parco auto di 132 mezzi.
Le attività sportive motociclistica ed automobilistica ebbero modo di coesistere dapprima come gare di abilità, poi di regolarità, per passare poi alla velocità e dagli spazi utilizzati in alcune piazze si passò alle strade, con i motociclisti che giocavano un po’ d’anticipo rispetto agli automobilisti.

Con l’organizzazione dell’Auto Moto Club Perugia l’8 agosto 1909 si svolse il “Circuito del Trasimeno” corsa motociclistica di km 56,3.
Partenza da Castiglione del Lago, passaggio da Passignano (attraversata con le moto spinte a mano poichè il lungolago non era stato ancora completato) quindi Magione, Panicarola e ritorno a Castiglione del Lago.
Due le categorie in cui furono suddivise le moto: fino a 2 ¼ HP e “di qualunque tipo e forza”.

Nei primi anni venti, con lo sviluppo dei mezzi e la più profonda diversità delle caratteristiche e delle esigenze di gara fu inevitabile che dall’unica sezione sportiva per i mezzi a due e a quattro ruote ne venissero create due distinte entità denominate rispettivamente Motoclub e Autoclub.

Il Motoclub Perugia Marco Papa da parte sua, a partire dal 1921, organizzò con successo il Circuito motociclistico di Perugia, un tracciato stradale di 16 km e 400 metri con partenza ed arrivo a Pian di Massiano,
passando per l’attuale Madonna Alta, con le curve di Centova, il rettilineo di S.Sisto e Strozzacapponi, l’altro rettilineo in falsopiano di Ellera-Olmo e con il gomito Ferro di Cavallo per mettere a dura prova la resistenza dei centauri.

Sullo stesso circuito poi, nel 1924, si sfidarono anche le auto per la “Coppa della Perugina”.

Marco Papa

Era un ragazzo che non si dava mai per vinto, con la forza e la volontà di raggiungere dei traguardi importanti che ha rincorso con caparbietà per tutta la vita. Così ci piace ricordare Marco Papa, uno di noi, con il quale abbiamo condiviso la passione per la moto e l’amore per la sfida agonistica.
In una tragica notte tra l'8 e il 9 settembre 1999 lungo l’autostrada Milano-Brescia la sua auto finì fuoristrada ed i primi soccorritori lo ritrovarono disteso sull’erba come addormentato.

Il rombo dei motori e l’ebbrezza della velocità lo avevano sedotto sin da piccolo, quando ragazzo di Borgo S. Angelo incominciò a frequentare quelli del Moto Club Perugia allora guidato dall’illustre figura di un personaggio in vista del capoluogo umbro come era Francesco Longetti.
Le garette di motocross sulla collina della Città della Domenica lo videro immediatamente protagonista.

Il vero esordio fu a diciotto anni su una Kawasaki 500 tre cilindri, sotto la guida di un vero personaggio dell’epoca come il “Pinzero”, quel Marcello Bevilacqua nella cui officina si forgiò il carattere del giovane Marco, fuggendo al richiamo di altre attrattive e di percorsi meno appropriati.

marco_papa_motoclub_perugia

Da lì tra corse in salita e prove in circuito (nel debutto a Monza si classificò terzo) raggiunse il suo primo alloro importante a Misano nel 1978 con la vittoria nella gara di campionato italiano junior 500 in sella ad una Suzuki, facendo il bis poi a Vallelunga.
Nel 1980 entrò nel circuito del mondiale.
Le innegabili difficoltà per un pilota non accasato si facevano sentire, ma nonostante tutto la sua tenacia non aveva eguali.
Il 1982 fu l’anno del 5° posto assoluto nel campionato europeo (cl. 500 su Suzuki).
Nel 1984 prima vittoria nel campionato europeo cl. 500 su Honda e 3° nell’Italiano.
Nel 1986 sfiorò il titolo europeo su ’Honda 500' (replica Spencer) realizzata dalla casa giapponese per i piloti privati. E l’anno seguente fu secondo.
Nel 1988 miglior pilota privato nel campionato del mondo.

moto_marco_papa_motoclub_perugia

Nel 1990 il suo miglior risultato in Gran Premio, il sesto posto in Jugoslavia “niente male per un privato” come ebbero a dire i commentatori dell’epoca. Nella stessa stagione ebbe anche il privilegio di guidare la Honda 4 cilindri ufficiale a lui affidata come segno di stima dal team francese ELF per sostituire l’infortunato Chili.
Quindi nel 1991 fu la volta della Cagiva del titolo italiano con la quale si impose anche l’anno successivo e per la quale divenne collaudatore ufficiale.
Nel 1992 e nel 1993 partecipa al mondiale 500 con l'artigianale 'Librenti'.
Nel 1993 è sempre nel mondiale 500 con la Roc-Yamaha ed è sempre collaudatore ufficiale Cagiva.
Conclude la sua carriera con l'artigianale "Paton" nel 1996.
La storia sportiva di Marco Papa è stata quella di un ragazzo di provincia che non aveva alle spalle risorse economiche importanti, ma sapeva di poter contare sui grandi valori dettati dall’impegno e dalla caparbietà, uniti alla sensibilità di uomo pronto a cogliere con entusiasmo tutti i fattori positivi che gli si proponevano.

Noi lo ricordiamo così ed il nostro Motoclub lo commemora, dal 1999, anche attraverso la propria denominazione sociale.